Dellaplane

“La vita e nient’altro” di un formatore ICT cinefilo e radiofilo, sotto lo sguardo di Balengo e Bamboulot

Il giuramento dell’impiegato

Il giuramento dell’irriducibile

Giuro
i compiti trascuro
contemplo fisso il muro
a volte non carburo
ciononostante giuro

Giuro
il naso un po’ mi sturo
3 verticale: URO
’sto ritmo è troppo duro
io quasi quasi giuro

Giuro
il cielo fuori è scuro
più fosco il mio futuro
a stento lo figuro
cionondimeno giuro

Giuro
gli sforzi io misuro
dacché non li fatturo
chiamatemi immaturo
datemi il testo e giuro.

Giuro
faccio un pensiero impuro
da solo mi censuro
poi prendo del bromuro
ma il giorno è ancora duro

Giuro
se sudo mi spauro
se sgobbo mi snaturo
mi ispiro ad Epicuro
se devo farlo giuro

Giuro
lo so Brunetta è un duro
ma il posto mio è sicuro
il guscio di un paguro
per non lasciarlo, giuro,

Giuro
se un piede mi fratturo
se un dente io mi otturo
la mutua c’ho e mi curo
per questo in fondo, giuro.

Giuro,
il figlio vuol l’Enduro
il piccolo un tamburo
lei un cigno in oro puro
che devo fare? Giuro!

Giuro,
l’Australia ha il suo canguro
la pecora il tratturo
Salerno Palinuro
Renato ha me, se giuro.

E giuro.

Il pianoforte ben accordato

Ascolto  "L’arte della fuga" di Bach nella registrazione di Pierre_laurent Aimard, che era il filo conduttore di “Pianomania“, il mio preferito di Locarno 2009: e  penso alla tanta fatica e dedizione per fare quel lavoro mentre sto lavorando al pc e mangiando uva. Per non parlare della qualit

Noi Lucrezia Borgia e il Rinascimento, loro l’orologio a cucù

A caterpillar, tra il serio ed il faceto, l’unico Savoia degno di attenzione, capogruppo verde al parlamento ticinese (o qualcosa del genere) a proposito dello scontro tra Italia e Svizzera a proposito della politica fiscale italiana, ha detto che “arma di fine di mondo”sarà la pubblicazione dell’elenco dei politici italiani che hanno conti in terra elevetica. Oltre il Gottardo proprio non ci capiscono: gli italiani ammirerebbero ancora di più la furbizia della nostra classe politica, che ne uscirebbe rafforzata per aver trovato un nemico in più. Anzi, spero che tra i titolari di conti all’estero ci siano anche esponenti della minoranza, che altrimenti passerebbero ancor più per inetti e incapaci di stare al mondo. Che ingenuità pensare che un’intera classe politica, indipendentemente dallo schieramento, possa essere spazzata via da un peccato veniale del genere, anzi, da una capacità di difendere i propri interessi che chiunque non potrebbe non ammirare e condividere.

E poi non perdetevi, stasera, a l’infedele  di Gad Lerner, Giuliano Brignasca, fondatore della Lega dei Ticinesi: vorrei una webcam su Calderoli, per vederlo sbiancare dall’invidia e dall’ammirazione.

P.S.

Spero di poter prenotare ugualmente le mie vacanze estive a Locarno, non potrei reggere senza il mio festival preferito

Facebook come.

Non credo riuscirò ad esserci, se non con il saggio su Facebook come strumento per i formatori che il libro contiene. Se qualche amico di MIlano e dintorni riesce ad andare e mi fa sapere come è andata…

Presentazione di “Facebook come. Le nuove relazioni virtuali”

Escalation

Bersani in giacca e cravatta, Franceschini in camicia e cravatta, Marino in maniche di camicia; ad Adinolfi sarebbe toccata la canottiera?

La molletta serve per le gacche di Franceschini e Marino? Siamo sicuri che sul palco Bersani avesse i pantaloni?

Un partito nuovo, con una vocazione tintoristica della società?

Il digitale terrestre come soluzione ai problemi del paese

Venerdì, in pieno orario di lavoro (e anche stasera, sabato, in pieno orario di tentativo di concentrarmi per combinare qualcosa delle mille che dovrei fare) mi ha telefonato mia zia. Il fratello le ha comprato una tv lcd, per adeguarsi al passaggio al digitale terrestre; avendola fatta franca per quanto riguarda l’incombenza dell’acquisto (dell’”armiamoci e partite” familiare sono piuttosto saturo) non ho potuto esimermi dall’installazione. E dall’assistenza, oggetto delle telefonate:

“C’è scritto 24 e parlano in francese!” - “Ci avranno invaso… prova a schiacciare il tasto con 1, meglio il 3, comunque non il 4…”

Poi ci ho ripensato, magari ci avessero invaso i francesi. E mi è venuto in mente “Goodbye, Lenin”: e se provassimo con “Bonjour, Sarkozy”?. Cominciamo tutti a sintonizzare i decoder su France 24, e facciamo come il giovane che faceva credere alla madre che il regime comunista non solo era sopravvissuto al 1989 ma aveva preso il sopravvento. Se qualcuno crede a Capezzone, possibile che non credano che i francesi si siano accorti che la breccia di Porta Pia era dovuta a uno smottamento del terreno e non a una cannonata? In fondo non dovrebbe essere così difficile, no? Certo meno che un ricambio generazionale non dovuto a cause geriatriche nei prossimi 30 anni.

Capisco che rifondare il paese sulla tv digitale possa apparire folle, considerando soprattutto il ruolo avuto da Gasparri nella nascita della piattaforma, ma se gli USA sono nati per sacchi di the buttati da una nave…

Purtroppo il digitale terrestre non offre molte alternative, se non “goodmorning, Gordon” che mi sembra ancor più improbabile, “Buenos Dias, José Luis” andrebbe bene, anche se non come in passato, ma sarebbe sempre meglio del presente berlusconiano e del futuro assicurato da facce nuove come quelle di Fini-Casini-Rutelli-Montezemolo (e D’Alema). Certo “Hi, Barack”  sarebbe l’ideale, si potrebbe dire che si sono accorti di aver lasciato delle cose da fare l’ultima volta che sono passati da queste parti.

Grand Prix Italia

Il canale digitale (che solo in Piemonte, pare) è dedicato al Prix Italia, sta trasmettendo il concerto inaugurale al Regio, con Bollani che sta suonando la Rapsodia in Blue di Gershwin: da ragazzino fu il mio punto di contattotra la musica e la musica contemporanea. Sto registrando il solo audio da Radio 3, ma spero di non perdermi la registrazione tv sui canali nazionali. E credo acquisterò su iTunes un altra edizione, per capire come Bollani ha interpretato il pezzo.

Les arbitres

Tra i tanti documentari visti a Locarno 2009, uno pottrebbe avere qualche possibilità in più di essere proiettato in Italia: Les arbitres, che riprende (e soprattutto fa ascoltare) gli arbitri dei campionati europei in Svizzera e Austria 2008. Tra i protagonisti, il ticinese Busacca che ne ha combinata una

Locarno, 11-13 agosto

Un transport en commun
Un taxi per 6/7 in Senegal. Omaggio al Demy di Le parapluis de Chebourg, fresco e delicato, probabilmente meno superficiale di quanto potrebbe sembrare. cinema africano molto francese, senza rinunciare alla propria freschezza e ai propri colori, almeno in questa occasione.

Les tempes des graces
Mi aspettavo un nuovo Cronique Vigneronne, è uno special di A come agricoltura, con tutte le buone intenzioni ed ancheidee interessanti, ma privo di qualsiasi appeal cinematografico. Da televisione, ma a puntate, almeno un paio.

Lo specchio
Un canadese in Valle Antrona. eccellente esempio di approfondimento di una notizia di cronaca, sarebbe da utilizzare in aula sul tema dell’innovazione, non solo tecnologica, ma anche sociale e comunicativa. Splendidi personaggi, senso del ritmo ed ironia,con il giusto distacco che rende aspetti che forse chi troppo dentro si negherebbe per autocensura o presunzione. Anche in quessto caso il cinema documentario riesce a seguire una realtà nel tempo e nella profondità dei rapporti socialicome fiction e giornalismo non riescono a fare.

Summer wars
Sarà che le cose urlate e pirotecniche proprio non sono elle mie corde, ma, a parte la tecnica grafica egli effetti, non riesco ad entusiasmarmi: do ai manga altree due chances poi lasci definitavamente perdere, Miazaki a parte. Sono troppo vecchio e non riesco a restare bambino?

Grandi speranze
Grande ritratto di un modo di essere “imprenditori” all’italiana. Il dibattito, dopo il film, stato acor più inquietante, nonè statodetto un vlta iltermine “innovazione”, solo profitto e subito e ringraziateci che facciamo lavorare la gente. Non un’idea innovativa. dOPO “i PROESSI SPOSI” una spledida coferma di una capacità di raccontare tramite le persone il lavoro, con ironia e misura. Se “I promessi sposi” sarebbe perfetto per il FFF sul prendersi cura, “Grandi speranze” lo sarebbe stato per l’edizione su “il senso del lavoro”, addirittura ci sono scene di formazione alla leadership. Certo che sarebbe bello pensare a come far capire a questi signori come le cose siano cambiate, e erti puntifermi forseptrebbero essere messi pesantemente in discussione, a meno che non si pensi a forme di autarchia e isolamento che, per la verità,si direbbe ispirino la politica e l’imprenditorialità nostrana.

La valle delle ombre
evitato, sembra senza rimpianti se non per ‘umorismoinvolontario del risultato.Eppure i media locali ne hanno intessuto e lodi. Attenzioe a non esagerare con la difesa delle risorse locali, le degenarazioni sono in agguato.

Frontier blues
Kaurismaki in salsa iraniana-turkmena. Bello se ti piacciono le componenti, ma c’è aria di già visto. Magari era la volta giusta per usare un linguaggio che, se inflazionato, perde del tutto di efficacia e interesse.

Les arbitres
Ennesimo splendido documetario. Fantastico sentire gli arbitri in azione, altro film da usare come esempi perla presa di decisioni collettive, la gestione del gruppo.Qusti documentari sono più interessanti ma anche piùdivertenti e coivolgenti di quasi tutto il cinema di finzione. Il digitale rende le riprese anche belle, perfino sprecate perl’uso televisivo (promozione dell’HD).

17 august
Una giornata di un ergastolano russo, in un’ora di film perlopiù i bianco e nero, addirittura da una finestrella in una cella. Se ne esce solo con lla morte, contrappunto a (scarsi) colori e all’esterno del carcere, in cui soo imprigionate anche le guardie.Il detenuto fa più ginnasticca in un giorno che io in 47 anni, nonmleggeunrigo, figuriamoci tv o internet. Fa pensare alseso di una pena delgenere, mi ha fattotormnare alla mente le immagini della visitta alle Nuove.

Same same but different
Marchettone patinato per il turismo sessuale, si corrono rischi ma non troppi. l’AIDS si trasmette giocando a biliardo.In Germania hanno i soldi, in Cambogia no. Tutti sono belli.

Locarno, 9-11 agosto

Quel fantasma di mio marito
Cosa ci siamo persiin tutti questi anni.Poi in Italia hanno smesso di saperscrivere commedie, con poche eccezioni.

Complices
Film di genere ma ben faatto e un’attenzione per i giovani protagonisti non male

La paura
Osservazioni sull’Italia in rovina con un videocellulare

Hana, dul, sed:
La squadra di calcio femminile dellaCorea del Nord, dagli altarialla quotidianità in un regime totalitario. Inquietante vedere un regime accettato, anzi, promosso da chi ci vive.

The marsdreamers
Sognaredi andare su Marte per dare una seconda occasione all’umanità. Peccatoche nonpossa funzionare

Custodi di guerra
Un po’ come Amnesia di Matteo Caccia:non importa che sia veroo no, funziona, trasmette la tragicità di una guerra fratricida, negli occhi di chi ne è uscito appena in tempo, lasciandosi dietro troppo per poter essere dimenticato. Queste mi sembrano le forme nuove della fiction e del documentario assieme

Andrzej Wajda: let’s shoot
Il maestro al lavoro

Katyn
ultimo film del”vecchio” Wayda

Tatarak (Sweet Rush)
Primo film del”nuovo” Wajda. Sempre un grande, ma qui l’attrice è ancor più grande. A 83 anni ancora volgia di raccontaree grande capacità di farlo.

El Milagro del papa
Un miracolato di Giovanni Paolo II, a venti anni di distanza è un poveraccio come tantissimi altri messicani. Il filmè molto disincantato,al quotidiano cattolico locarnese non è paciuto, a molti altri si.

Piombo fuso
Immagini da Gaza, senza commenti dell’autore. E senza commenti possibili, se non il dolore, l’incredulità, come in ogni guerra e come quando in guerra ci rimettono degli innocenti, di qualunque patriao origine siano. Fa il paio cn “Custodi di guerra”. Festival di civiltà.