Dellaplane

“La vita e nient’altro” di un formatore ICT cinefilo e radiofilo, sotto lo sguardo di Balengo e Bamboulot

Archivio per Agosto, 2008

E’ finito lo sciopero degli sceneggiatori…

… di Hollywood: in effetti certe uscite di Obama sono degne dell’Aaron Sorkin di The West Wing, tanto che McCain si deve essere rivolto agli sceneggiatori di Una donna alla Casa Bianca (sarei curioso di vedere “il vero” Donald Sutherland). Speriamo in un risultato analogo?

Flypaper e Scuola Holden

Flypaper viene proposto come strumento per lo Storytelling (“stories that stick” è lo slogan del prodotto,
Mi sembra quasi il sw per la Scuola Holden, nell’idea che me ne sono fatto ascoltando Sergio Vasta a Grassoney e vedendo il film di Baricco a Locarno.

Sto cominciando a provare Flypaper, ho anche avuto la tentazione di usarlo per il video del ForFilmFest, in effetti si presterebbe per fare un multimediale, ma non ho abbastanza tempo e, temo, per un lavoro serio sia necessaria la versione Pro a 195 $ annui, mentre non sono riuscito a creare una serie di slide con effetti di transizione e a salvare un video (per altro in risoluzione massima 640×480).

Ecco chi mi ricorda!

Choke, il film tratto dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, mi ricorda la serie “Dream On”, attualmente in onda su RAI 4. E un po’ anche “Arrested development” e “Bolle di sapone”. Spero che i riferimenti non dispiacciano troppo a Luca

Acquisti locarnesi

In ordine cronologico di “prima visione”

Picture of light, di Peter Mettler

del 1994, viaggio nel Grande Nord alla ricerca dell’aurora boreale. Mi aveva molto colpito per i paesaggi e per l’idea di intraprendere un viaggio del genere alla ricerca di un’immagine, una luce, un fenomeno naturale.

Feltrinelli, di Alessandro Rossetto

non mi era piaciuto granchè, interessanti sia la parte su Giangiacomo che quella sull’azienda, ma insieme, nello stesso film, non viene approfondita nè l’una, nè l’altra. Pare che in Italia non si vedrà mai, alla Feltrinelli proprio non è andato giu. Edizione in tedesco con sottotitoli in italiano

Riviera Cocktail - Edward Quinn, Photographer, Nice, di Heinz Butler

La carriera del fotografo delle dive del Festival di Cannes negli anni 60, belle fotografie e musica jazz di Franco Ambrosetti

Eee download

Sembra che in Asus siano consapevoli di alcuni limiti del loro giocattolino preferito, e stiano cercando di porre rimedio. Anche utenti non particolarmente esperti sono abbastanza abituati a cercare il software free-shareware e a installarlo senza troppe difficoltà, cosa che con Xandros non avviene proprio negli stessi termini. La soluzione, però, non sembra proprio far dimenticare il male, anzi, offre il destro a ipotesi chissà quanto campate in aria. Per un prodotto che si proponeva come il campione della semplicità, mi sembra ci siano troppe contraddizioni, a cominciare da una gamma ormai fuori controllo: considerando i prezzi, in quanti non si staranno già guardando attorno?

Divi

Su RaiNews 24 è in onda un programma sulla Costituzione, Giulio Andreotti che parla, credo della libertà di stampa. Toni Servillo è troppo bello ed elegante, nonostante il trucco e la capacità attoriale, per impersonarlo. Capisco che non potesse far altro che “interpretarlo”, ed è il motivo per cui il film non mi ha convinto, ma mi rendo conte che, se limite c’è, è nella scelta di raccontare una storia - italiana - come quella.

HELP!!!:Errore interpretazione XML: la dichiarazione XML non è all’inizio di un’entità esterna

Ho effettuato il passaggio alla versione 2.6.1 di Wordpress: è stato più facile installare Wordpress da zero, ma non ha provocato danni.
Purtroppo non ha risolto l’unico problema finora incontrato: il pulsante RSS continua a dare, come risultato,
Errore interpretazione XML: la dichiarazione XML non è all’inizio di un’entità esterna
Indirizzo: ?feed=rss2
Linea numero 3, colonna 1:
^
Qualche post trovato in giro (il problema sembra comune) non mi ha permesso di risolvere il problema: qualcuno c’è riuscito?

AGGIORNAMENTO: La notte sembra aver portato consiglio, adesso il feed sembra funzionare, ma non so quale delle tante modifiche fatte sia quella giusta!

Le foto di Locarno 2008

Sono qui

Dovrebbero vedersi anche così

16 agosto a Locarno

Stasera le premiazioni. una certa delusione per i film della Piazza, tutto sommato è mancata la sorpresa (negli ultimi anni Little Miss Sunshine, La vita degli altri).
In concorso pareri contraddittori: livello medio apprezzazbile, ma le punte in alto e in basso sono diverse per molti critici: non ho seguito molto il concorso, ma Mar Nero, 33 scene di vita e Nulle part terre promise mi sono sembrati olto interessanti
eccellente la settimana della critica, davvero una bellissima selezione. Soprattutto documentari da segnalare anche ne I cineasti del presente e Ici et Ailleurs, la realtà può animare film belli da tutti i punti di vista, quello emotivo innanzi tutto, ma con una persistenza maggiore. Mi sembra quasi che la drammaturgia dei film di finzione rappresenti un limite spesso insuperabile per la verosimiglianza e il senso di un film. L’elettronica, in questo senso, è davvero una rivoluzione. Penso anche solo agli usi che ne hanno fatto Soldini e la Veuve nei loro lavori, per non parlare di “Aquiloni” o di “Non chiederci la parola”: da sottolineare che il digitale non uccide la sala cinematografica (se ooportunament attrezzata), anzi; piuttosto vanno sfruttati poi i nuovi canali di distribuzione e di fruizione, soprattutto per opere che non possono essere blockbuster.

Rata nece biti (non ci sarà la guerra), Daniele Gaglianone
170 minuti mi sembravano troppi, perché non spezzare il film, visto che, comunque, è articolato in capitoli? invece funziona, ha continuità e non solo. Come sempre, per film tra storia e cronaca, bisognerebbe rinfrescarsi un po’ la memoria, gaglianone rifà una cronaca con alcuni documenti audio, tra le testimonianze odierne, e forse non sono abbastanza chiare; mi sembra l’unico vero limite di un documento del genere.
Alla fine la testimonianza di chi sta letteralmente rimettendo assieme i resti delle vittime, dei dispersi e delle loro cose: il mestiere del “vero” Dellaplane, de “La vita e nient’altro” di Tavernier; come a dire che il secolo breve si apre e si chiude con la necessità dello stesso sporco lavoro.

14 agosto a Locarno

Giornata molto attesa, film che si annunciano tutti molto interessanti, ed altri,. scoperti a festival in corso che cercherò di recuperare in qualche modo, come quello di Gaglianone che, però durando tre ore, presenta comunque seri problemi. Niente Piazza per non perdermi “Sognavo le nuvole colorate”, pubblicizzato in modo piuttosto particolare nei giorni scorsi.In questo modo mi perdo la prima di Jacqueline Veuve, da cui mi attendo molto.

Four wives- 0ne man, Nahid Persson
Impressionante. Sarebbe facile ironizzare sulla situazione, un uomo con quattro mogli. Gelosie, solidarietà, lontananza dalla nostra mentalità, difficile da accettare, ruolo della donna letteralmente inconcepibile. la regista non ha potuto girare la scena finale, sostituita dalla figlia, perché le autorità non le hanno concesso il visto. Il finale è comunque inquietante come il resto del film, fa quasi rabbia tanta soggezione e rassegnazione

Story of Jen, Francois Rotger
Il Canada non mi piace più così tanto. Almeno la campagna, per le ragazze non sembra un bel posto per viverci. Il film è intenso, le attrici hanno bella presenza, anche se la vicenda si dipana in una caccia all’uomo di cui si poteva fare tranquillamente a meno e, tutto sommato, manca di qualcosa, non fa lo scatto risolutivo.

Mar Nero, Federico Bondi
Nella prima parte mi sono identificato fin troppo nella vicenda. in questo caso Ilaria Occhini solidarizza con la badante romena, nella mia realtà le cose non vanno così bene. Mi sarebbe piaciuto farlo vedere a mio padre, ci si sarebbe riconosciuto parecchio. Le attrici ci mettono del proprio, senza stereotipi, con un’intensità particolare, bello l’uso della lingua e trascinante la musica dei titoli. Ottimo debutto, da riprovare con soggetti meno autobiografici.

Sognavo le nuvole colorate, Mario Balsamo
Causa ritardi e condizioni meteo, me lo sono perso.

Un coin de paradis, Jacqueline Veuve
In alcuni tratti sembra che ci si lasci prendere la mano dall’alta definizione, ma le figure tratteggiate alla fine si definiscono nella miglior tradizione della regista vallese. Bello soprattutto il rapporto che si costruisce tra i vecchi e i giovani, di come questi in fondo si approprino di una memoria che le loro diverse marginalità gli hanno negato.
Ad un certo punto sembra che lo sviluppo della zona sia negata dalla sconfitta di Sion come sede olimpica, a favore di Torino; il progetto che porta i ragazzi a ricostruire il territorio e sé stessi è intitolato a Don Bosco: mi permetto un po’ di orgoglio torinese.