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Documentari a Locarno (1)
Pubblicato da Dellaplane
Il mio momento preferito di un festival, è la prima lettura, anzi lo studio, del catalogo e del programma: quando il festival sta per iniziare, si hanno informazioni sui film e sono, potenzialmente, tutti belli, tutti da vedere e bisogna scegliere, programmare. Il catalogo di Locarno 63 è stato una delle novità maggiormente apprezzate della nuova direzione Père. Io, che a Locarno ci sono andato per vedere in primo luogo documentari, al di là del prenotare le visioni di tutta la Settimana della Critica, ho dovuto faticare un po’ più degli anni passati, nonostante la riduzione (di circa un terzo). Praticamente tre sezioni, Concorso, Fuori Concorso e Cineasti del presente e documentari sparsi in tutte, magari neanche ben segnalati (il modo migliore che ho trovato è stato non trovare gli interpreti nella schedina). Giusto! Fine delle discriminazioni e dei recinti. Per cui gioia nel vedere premiati alcuni doc dalle giurie e dalla critica, che è sembrata adeguarsi con qualche fatica all’innovazione.
Prima di scendere nel dettaglio di alcuni dei doc visti, altre considerazioni generali.
In primo luogo alcuni doc hanno rappresentato dei veri e propri eventi all’interno del festival. Un po’ Père mi sembra sia andato in cerca di “eventi” (e bene sia che non fossero tutti relativi alla contaminazione pornografica). Mi ha colpito, nei primi giorni del festival, la quantità di volte in cui il neo direttore ha magnificato l’eccezionalità dei film e la “talentuosità” degli autori, in qualche caso piuttosto esagerando (Rubber, tanto per fare un esempio). Un po’ eccessivo anche nel caso di Jia Zhangke, Pardo alla carriera ancora un po’ troppo breve, per quanto luminosa, come testimoniato dai suoi film mostrati a Locarno. Oltre a Platform, opera di finzione autobiografica sulla (recente) gioventù del regista, in cui si rivela il gusto dell’immagine, dei luoghi che tanto ha affascinato in Still Life, è stato presentato, proveniente da Cannes, I Wish I Knew, bel documentario su Shangai, la storia della città nel XX secolo e soprattutto dei suoi abitanti nel rapporto con il resto del mondo e della Cina. Anche in questo caso grande attenzione all’inquadratura, al paesaggio, ai punti di vista (in senso letterale) che fanno da raccordo alle interviste, spesso percorsi da un angelo in bianco, una sorta di Audrey Hepburn che percorre la città.
(Continua)
Specchio delle mie brame
Pubblicato da Dellaplane
Su la7
Giovedi 6 maggio, verso l’1,40 di notte
Lo specchio
Regia: David Christensen
Ospite in studio: Carlo Freccero
Da oltre mille anni la comunità di Viganella in Piemonte trascorre inverni senza sole, oscurata dalla cima della montagna che la sovrasta. Quando nel 2006 il sindaco decide di installare un gigantesco specchio che riflettendo la luce illumini il paese, la notizia fa il giro del mondo attirando anche l’attenzione di un regista canadese, David Christensen, che proprio su questo ha girato il documentario.
Visto a Locarno, da non perdere (o quanto meno da registrare, data l’ora)
Prodotto dal Piemonte Doc Found
Il pianoforte ben accordato
Pubblicato da Dellaplane
Ascolto "L’arte della fuga" di Bach nella registrazione di Pierre_laurent Aimard, che era il filo conduttore di “Pianomania“, il mio preferito di Locarno 2009: e penso alla tanta fatica e dedizione per fare quel lavoro mentre sto lavorando al pc e mangiando uva. Per non parlare della qualit