Dellaplane

“La vita e nient’altro” di un formatore ICT cinefilo e radiofilo, sotto lo sguardo di Balengo e Bamboulot

Archivio per la categoria 'Comma 22'

Il più bel post del 2010…

… è questo.

Dice molto anche della situazione di questo paese (e della sua più grande azienda culturale) e del modo per risolverla positivamente. Nella speranza che, molto, molto prima della fine dell’anno, venga superata dagli eventi.

(L’altro commento che mi veniva era che se Condor era il sudore dell’elefante, i programmi che lo sostituiranno faranno pensare ad altri fluidi corporali. Ma sarebbe un commento non in linea con la signorilità autentica e contemporanea del geniale Matteo. Auguri di buon anno a lui, agli altri di Condor e delle altre belle trasmissioni che non ascolteremo più)

Come aumentare il proprio tempo libero grazie a Condor

Ho sempre ascoltato Condor in podcast, al mattino nelle prime edizioni, dalle 16 negli ultimi anni. Per cui Condor l’ho sempre considerato un programma serale. Tra pochi giorni chiuderà definitivamente. Ricordo tanti programmi che mi avevano appasionato (da granvarietà quando ero piccolo, a Master, Stereocity, Steronotte…), ne sono venuti altri. Grazie anche a Kinder, la colonia estiva di Condor, oltre alla trasmissione c’è stato anche altro, forse in virtù di tempi in cui modi di pensare, scoperte, novità, sono da un lato merce rara e poco valorizzata, dall’altro, grazie alla rete, il futuro dell’informazione e della comunicazione.

Adesso avrò un po’ più di tempo per ascoltare musica e leggere libri. Almeno fintanto che non avrò finito quelli scoperti grazie a Luca e Matteo

(ci sono anche  Giovanna Zucconi e Federico Taddia,  per loro il discorso è lo stesso, e comunque qualche fonte ancora c’è, ma non le cito qui, per non farle scoprire a Flavio Mucciante e tipi simili)

Il giuramento dell’impiegato

Il giuramento dell’irriducibile

Giuro
i compiti trascuro
contemplo fisso il muro
a volte non carburo
ciononostante giuro

Giuro
il naso un po’ mi sturo
3 verticale: URO
’sto ritmo è troppo duro
io quasi quasi giuro

Giuro
il cielo fuori è scuro
più fosco il mio futuro
a stento lo figuro
cionondimeno giuro

Giuro
gli sforzi io misuro
dacché non li fatturo
chiamatemi immaturo
datemi il testo e giuro.

Giuro
faccio un pensiero impuro
da solo mi censuro
poi prendo del bromuro
ma il giorno è ancora duro

Giuro
se sudo mi spauro
se sgobbo mi snaturo
mi ispiro ad Epicuro
se devo farlo giuro

Giuro
lo so Brunetta è un duro
ma il posto mio è sicuro
il guscio di un paguro
per non lasciarlo, giuro,

Giuro
se un piede mi fratturo
se un dente io mi otturo
la mutua c’ho e mi curo
per questo in fondo, giuro.

Giuro,
il figlio vuol l’Enduro
il piccolo un tamburo
lei un cigno in oro puro
che devo fare? Giuro!

Giuro,
l’Australia ha il suo canguro
la pecora il tratturo
Salerno Palinuro
Renato ha me, se giuro.

E giuro.

Noi Lucrezia Borgia e il Rinascimento, loro l’orologio a cucù

A caterpillar, tra il serio ed il faceto, l’unico Savoia degno di attenzione, capogruppo verde al parlamento ticinese (o qualcosa del genere) a proposito dello scontro tra Italia e Svizzera a proposito della politica fiscale italiana, ha detto che “arma di fine di mondo”sarà la pubblicazione dell’elenco dei politici italiani che hanno conti in terra elevetica. Oltre il Gottardo proprio non ci capiscono: gli italiani ammirerebbero ancora di più la furbizia della nostra classe politica, che ne uscirebbe rafforzata per aver trovato un nemico in più. Anzi, spero che tra i titolari di conti all’estero ci siano anche esponenti della minoranza, che altrimenti passerebbero ancor più per inetti e incapaci di stare al mondo. Che ingenuità pensare che un’intera classe politica, indipendentemente dallo schieramento, possa essere spazzata via da un peccato veniale del genere, anzi, da una capacità di difendere i propri interessi che chiunque non potrebbe non ammirare e condividere.

E poi non perdetevi, stasera, a l’infedele  di Gad Lerner, Giuliano Brignasca, fondatore della Lega dei Ticinesi: vorrei una webcam su Calderoli, per vederlo sbiancare dall’invidia e dall’ammirazione.

P.S.

Spero di poter prenotare ugualmente le mie vacanze estive a Locarno, non potrei reggere senza il mio festival preferito

Re: Visto da qui

cioè  Wittgenstein sull’assemblea di sabato al Lingotto

Il mio modesto contributo alla discussione

Anche io ero al Lingotto. Sottoscrivo gran parte delle parole di Luca, anche se concentrate sull’aspetto “partitico”: le questioni della legalità e dell’innovazione culturale, dei diritti e dei doveri, di una economia eco-compatibile e welfare-compatibile dovrebbero restare in primo piano, fare anche esse le differenze sulle candidature.
Sarà per simpatia, ma vorrei che la non ricerca di un messia da parte di Debora fosse più un desiderio (beato il paese che non ha bisogno di eroi) che non una intenzione programmatica o, peggio, l’uva per la volpe.
Chiamparino è il mio sindaco; non è grigio, e, semmai, è l’amministratore che è riuscito a gestire un cambiamento epocale in una grande città. Visto come sono stati bruciati Illy e Soru, teniamocelo da conto, esperienze e non cambiali in bianco in questo senso ci farebbero comodo. In questo senso fare nomi adesso potrebbe non servire a molto: dalla giornata di sabato ho avuto conferme e sorprese, prima fra tutte quella di Oleg, per cui la squadra credo ci sia.
Ricordo la conferenza di Lawrence Lessig a Milano un paio di mesi fa: aveva impostato tutto il suo discorso sui concetti di “read & twittering” (contrapposto al “read only”… in Italia rischiamo di considerarlo gia un lusso) e, soprattutto, fiducia. Con chi si può avere una conversazione in cui essere ascoltati, dare e avere fiducia? Io vorrei deciderlo democraticamente, a maggioranza.

Io posto positivo

Credo che la rete sia un potentissimo strumento di apprendimento, conoscenza e relazione, in grado di proporre opinioni e iniziative come mai è avvenuto nella storia umana.

Riferire, condividere quel che di positivo accade, o si pensa o si immagina mi sembra un modo sensato per affrontare la reltà, che ci piaccia o meno; poi, facendo un po’ di conti, potrebbe anche venir fuori per cosa vale la pena di vivere e lottare.

Si può scegliere la rete come opportunità per l’aggregazione e, ripeto, la condivisione; non mi va’ proprio di usarla per rendere più profonde le spaccature

Cotanti nonni

Al Settimanale della TGR Piemonte hanno ristrasmesso una vecchia intervista a Massimo Mila, sulla sua passione per l’alpinismo.

Le idee, la lucidità, il buon senso e la coerenza, il tono di Mila, di Bobbio, di Galante Garrone, di Firpo mi mancano, soprattutto in questi giorni.

E ho la spiacevolissima sensazione che i nipoti non siano all’altezza dei nonni. Per non parlare della delusione dei padri.

Internet e pubblicità

Volevo recuperare in streaming qualche pezzo di “Che tempo che fa’” che mi ero perso nelle scorse settimane.

Ascoltavo Giovanna Zucconi disturbata dal rumore di castori (che oltretutto sono i miei animali di elezione) che segano aceri nella pubblicità di una gomma da masticare. A furia di ricaricare la pagina ho eliminato il disturbo, ma la fiducia nella randomizzazione non mi sembra il caso. A dimostrazione che la pubblicità su Internet deve ancora trovare la sua giusta dimensione.

Marx top of the pops

In cima alla classifica degli audiolibri di iTunes c’è “Il Manifesto del Partito Comunista”: adesso sarebbe il caso di sapere quanti sono gli audiolibri venduti su iTunes, ma la cosa fa’ pensare.

Da Servizio

Non sarà per questo che qualcuno ha deciso, di punto in bianco, che bisognerebbe dare una regolata ad internet?

Thank God, It’s Friday

Negli spot dell’Agip, si continua la raccolta di punti con in palio miglia Alitalia.

Ma Federico Bernocchi, durante Dispenser, questa sera, si rendeva conto che per 20 minuti c’è stato silenzio assoluto prima e canzoni non proprio nello stile della trasmissione?

Federico Bernocchi a Dispenser

Federico Bernocchi a Dispenser

Il mio contributo alla questione lupini, o, meglio dell’Ipercoop di Beinasco (Torino); personalmente opterei per la soluzione leguminosa.

Lupini - e pure grossi - all'Ipercoop di Beinasco (Torino)

Lupini - e pure grossi -

Perché a TV7 del TG1, il “Ministro ombra del lavoro” è in camicia e cravatta come il conduttore della discussione Gianni Riotta? E perchè il “Ministro di molte cose, tra cui il lavoro” Sacconi è in giacca e cravatta mentre è in collegamento da quella che sembra una sauna finlandese?